Durante la mia visita al liceo di Sesto San Giovanni mi era già sembrato che il cortile della scuola fosse meno vivace di quanto fossi abituato a vedere altrove, ma in quel caso avevo ricevuto un invito. Quando arrivo al Liceo e Istituto Tecnico “Erasmo da Rotterdam” a Bollate, anch’esso nei pressi di Milano, mi rendo conto che le scuole italiane in generale sono piuttosto chiuse. Mi trovo davanti a un edificio grigiastro con molte auto e moto e qualche bicicletta davanti all’ingresso, ma dove non si vede quasi nessuno; l’unico cartello all’esterno indica che l’ingresso della piscina si trova dietro l’angolo.

Poco più avanti ci sono alcune persone che stanno parlando; quando chiedo loro conferma, mi dicono che mi trovo effettivamente davanti all’“Erasmo da Rotterdam”. Una signora mi accompagna all’interno, alla reception. Nell’atrio vedo ora anche una targa con il nome. Oltre la reception vedo alcuni studenti che parlano animatamente, ma non mi spingo fin lì, perché non ho l’autorizzazione e non la otterrò nemmeno. Tornando verso la mia bicicletta, parlo comunque con un insegnante che sa che Erasmo era un filosofo, ma non sa spiegare perché la scuola porti il suo famoso nome.
